Viso invecchiato? Questa è la vera domanda che ci si pone nel momento in cui si iniziano a notare i primi segni di invecchiamento e si inizia a desiderare di porvi rimedio.

Il consiglio dell’amica, il trattamento di cui abbiamo letto su una rivista, la crema sponsorizzata in televisione possono essere tutti spunti, ma

  • se vogliamo ottenere dei risultati REALI
  • se vogliamo ridurre i rischi

dobbiamo affidarci a qualcuno che conosca a fondo le proprietà dei nostri tessuti, il loro modo di comportarsi e le loro reazioni ai diversi trattamenti di medicina estetica, perché il fenomeno dell’invecchiamento del viso è complesso e non esistono semplificazioni o scorciatoie per trattarlo.

Torniamo alla domanda fondamentale, quindi

viso invecchiato? Perchè?

Le ragioni sono sostanzialmente quattro, ed agiscono contemporaneamente.

  • scivolamento del grasso sottocutaneo verso il basso
  • rughe dinamiche che diventano statiche
  • perdita di vitalità, ovvero
    • perdita di elasticità
    • perdita di idratazione
    • perdita di luminosità
  • impigrimento capacità di autoriparazione

Vediamole una ad una, prima di affrontare il tema di come reagire

 

1) scivolamento del grasso sottocutaneo verso il basso

Al di sotto della cute si trova un complesso sistema di “cuscinetti” di grasso

  • separati tra loro
  • mantenuti in sospensione da legamenti di tessuto connettivale (i setti)

Con il tempo, progressivamente

  • il grasso contenuto in questi cuscinetti si riassorbe
  • i setti che fungevano da impalcatura per i cuscinetti adiposi si allentano ed allungano.

Il risultato di questi due processi è lo scivolamento verso il basso dei cuscinetti zigomatici, con due conseguenze:

  1. aumento delle rughe naso geniere
  2. formazione del bargiglio lungo la linea mandibolare

Si formano quindi vere e proprie lacune di tessuto, che ridisegnano l’aspetto del volto, facendo apparire il viso invecchiato.

 

2) rughe dinamiche che diventano statiche

Il nostro viso è mosso da 36 muscoli diversi che permettono le centinaia di espressioni che, più o meno deliberatamente, assumiamo ogni giorno.
Data l’intima connessione tra muscoli e cute, è lampante come la contrazione di un muscolo comporti il corrugamento della porzione di pelle ad esso sovrastante.
Se nei bambini le rughe compaiono solo quando contraggono la muscolatura (rughe dinamiche), negli adulti invece gli anni di sorrisi, bronci, espressioni di sorpresa o giudizio, fanno si che le rughe diventino visibili anche senza un’attiva contrazione muscolare.
I nostri muscoli, infatti, mantengono sempre un certo tono di base, una certa quota di contrazione che, indipendentemente da vera e propria attività muscolare, contribuisce a trasformare le rughe dinamiche in rughe statiche.

3) Perdita di vitalità

Cosa differenzia le pelli più giovani da quelle meno giovani?
La differenza sta nel numero e nella qualità dei “mattoncini” che la compongono, conferendole il carattere della vitalità, ovvero:

  • l’elasticità
  • l’idratazione
  • la luminosità

Quali sono questi “mattoncini”?
I principali sono:

  • l’acido ialuronico
  • il collagene

Cosa li minaccia e li danneggia?

L’invecchiamento ed i traumi, ovvero:

  • sole
  • inquinamento atmosferico
  • fumo di sigaretta
  • radicali liberi

tutti fattori, questi, che depauperano le nostre molecole fondamentali, sino a che non viene addirittura superata la soglia della loro produzione da parte dei fibroblasti, ricadendo così in una situazione di deficit di acido ialuronico, collagene ed elastina.

 

4) rallentamento e scomparsa dei fibroplasti

Abbiamo introdotto il tema dei “Fibroplasti”, quindi. Di cosa si tratta e cosa rappresentano?
La nostra pelle non è solo una “copertura”, è un apparato, detto apparato tegumentario, in continua attività.
Se anche ripopolassimo l’intero cantiere dei “mattoncini perduti”, ma non ci fossero operai o se i pochi rimasti si trovassero tutti in un costante stato di riposo, come potremmo pensare di ricostruire i muri ed i sostegni perduti con gli anni e con i traumi?

Questi “operai” sono due generi, ovvero:

  • i cheratinociti, destinati a costituire lo strato più esterno
  • fibroblasti, destinati ad occuparsi dell’impalcatura, secernendo collageni ed elastina,

Il progressivo rallentamento del loro lavoro e la diminuzione del loro numero contribuisce a sua volta alla sensazione di viso invecchiato.

In sintesi

Con queste righe abbiamo voluto cercare di chiarire che la sensazione di viso invecchiato non dipende mai da una solo causa, ma da una serie di cause diverse e complementari:

  1. scivolamento del grasso sottocutaneo verso il basso
  2. rughe dinamiche che diventano statiche
  3. perdita di vitalità
  4. rarefazione dei fibroplasti

e che queste cause a loro volte sono influenzate da fattori diversi, che tendono ad andare a sommarsi:

  1. passare del tempo
  2. traumi (sole, inquinamento atmosferico, fumo di sigaretta, radicali liberi, etc)

Più cause, quindi.
E’ il motivo pensare di trattare un viso invecchiato proponendo o sottoponendosi a trattamenti dedicati ad una sola della cause non è corretto e non può apportare benefici o risultati concreti.

dr. Massimiliano Gioco

 

Nel prossimo articolo: ottenere un viso più giovane

Vedremo:

  1. quali sono i trattamenti dedicati ad intervenire sulle diverse cause che contribuiscono alla sensazione di “pelle invecchiata”.
  2. Come intervenire in modo organico e complementare sulla globalità delle concause verso il vero obiettivo concreto: ottenere un viso più giovane.