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Non so come sia potuto succedere

1 Feb, 2021 | News

Non so come sia potuto succedere». È una frase che un medico non vorebbe mai dire, né un paziente ascoltare dal proprio dottore. 

Tantomeno quando si entra nel campo delle operazioni di chirurgia plastica estetica, che hanno lo scopo di migliorare il benessere della persona, ma non sono necessarie per salvare la vita o curare la salute fisica in senso stretto. 

Eppure, quando si affronta un intervento, chirurgo e paziente devono sempre ricordarsi che la medicina non è una scienza esatta, e questi ultimi due anni di scienza e sovrascienza lo hanno ampliamente dimostrato a tutti. L’imprevisto è possibile, va calcolato, accettato e affrontato con la conoscenza e l’esperienza. 

Mai essere superficiali 

Prendiamo, per esempio, la mastoplastica additiva, uno degli interventi di chirurgia plastica più richiesti. Si tratta di una procedura consolidata da milioni di operazioni fatte in tutto il mondo. L’esperienza collettiva della comunità degli specialisti e quella dei singoli professionisti, unite al progresso dei materiali, la rendono un’operazione relativamente sicura. Ma comunque non deve mai essere presa con superficialità: ogni operazione è un momento importante, che necessita della massima attenzione in ogni sua fase, dalla prima visita all’ultima medicazione dopo l’operazione, e anche oltre. 

La prima visita

Il primo incontro con il chirurgo è il momento della realtà, quello in cui il medico deve conciliare il desiderio della paziente con l’anatomia del suo corpo. “Ogni piede ha la sua scarpa”, ripeto spesso alle mie pazienti, per far capire che un intervento ben fatto non può prescindere dal fisico della donna. La scelta del volume, il tipo di forma, le protesi più adatte devono essere valutate con estrema attenzione. Un intervento di mastoplastica additiva è tanto più soddisfacente quando più in armonia con le proporzioni del corpo, e con l’anatomia di ciascuna donna. 

La scelta condivisa

Compito del chirurgo in questa fase è anche quello di esporre vantaggi e svantaggi di ogni scelta: tipo di protesi (nel mio studio prediligiamo le anatomiche di ultima generazione), posizionamento (sotto muscolare, sotto ghiadolare o dual plane), vie d’accesso (periareorale, sottoascellare, sottomammaria) e via così… Solo dopo aver fornito il quadro generale, paziente e medico concordano i dettagli dell’intervento, entrambi consapevoli dei rischi che potrebbero incontrare strada facendo.

Nelle mani del talento

L’operazione in sé è nelle mani del chirurgo. Conoscenza, talento ed esperienza lo guidano nell’intervento e soprattutto gli forniscono gli strumenti per gestire eventuali imprevisti e complicanze, che purtroppo sono sempre possibili. Un intervento, voglio ribadirlo, è sempre un momento delicato, e la chirurgia plastica non fa eccezione: la scelta di affidarsi a un professionista serio è imprescindibile per la sicurezza.

Dopo l’operazione

Il decorso post operatorio è importante tanto quanto il momento dell’intervento in sé. Perché il risultato sia ottimale, è indispensabile che la paziente segua le indicazioni ricevute con la massima attenzione, riprendendo gradualmente le attività quotidiane, senza “bruciare i tempi”. Controlli programmati nel tempo garantiranno il successo dell’operazione, per avere un risultato pienamente soddisfacente per la paziente e per il dottore. 

“Non so come sia potuto succedere” è una frase che nessuno vorrebbe sentire o pronunciare, in campo medico. Ma se capita di sentirla è bene che sia seguita da un “abbiamo affrontato e risolto”, detto da un medico competente.