Si possono avere altre gravidanze e allattare dopo essersi sottoposte a mastoplastica additiva?

Non vi è alcun dubbio che anche con impianti mammari si può procreare (potrebbe persino essere uno stimolo in più...!). Bisogna però considerare che durante la gravidanza e l’eventuale successivo allattamento il volume delle mammelle spesso aumenta in maniera cospicua.

Dopo il parto e l’allattamento si assiste invece ad una sua riduzione , talvolta sino ad una vera e propria atrofia post-gravidica. E’ chiaro che queste variazioni di taglia possono determinare una diminuizione dell’elasticità cutanea, che può sfociare in un rilassamento più o meno marcato, con perdita quindi almeno parziale del buon risultato estetico conseguito con l’intervento. Naturalmente in quei casi il peggioramento estetico si verifica indipendentemente dalla presenza della protesi, che per certi versi ne riduce l’entità. L’allattamento è generalmente possibile, a patto che la ghiandola fosse in grado di funzionare prima dell’intervento. Le più recenti ricerche hanno permesso di stabilire che la quantità di silicone nel latte delle mamme portatrici di protesi è sostanzialmente uguale a quella delle mamme senza protesi. Sembra  che sia inferiore persino a quella del latte bovino di uso comune e del latte artificiale. Occorre però segnalare che l’allattamento si accompagna con discreta frequenza a mastiti, cioè ad infiammazioni/infezioni del sistema ghiandolare di produzione del latte. In tal caso è indispensabile assumere ai primi sintomi antibiotici in quantità efficace, onde evitare che tale situazione determini poi anche una contrattura della capsula periprotesica, con il conseguente indurimento delle mammelle.

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