Le protesi sono veramente sicure?

Enormi quantità di ricerche sono state effettuate per indagare sulla eventuale correlazione fra impianti mammari e malattie gravi nell’essere umano. Attualmente si esclude che esista un rapporto fra protesi e cancro, così come non è stato messo in evidenza un aumento di malattie autoimmuni fra le donne che portano impianti in silicone, come invece era stato ipotizzato alcuni anni fa.

Fra le numerosissime ricerche compiute, alcune sono state volute e finanziate dagli organismi governativi dei Paesi più evoluti e da prestigiose università. Tutte concordano sostanzialmente sulla sicurezza delle protesi, ma sottolineano che sono possibili complicazioni tali da rendere necessario un reintervento negli anni successivi alla posa.

Per quanto riguarda gli esami periodici per la prevenzione dei tumori mammari, occorre sottolineare che, mentre per l’ ecografia in genere non ci sono particolari difficoltà, la presenza della protesi, che non lascia passare i raggi X, rende più indaginosa la mammografia. Per tale ragione è necessario informare il radiologo dell’intervento subìto, in modo che metta in atto le procedure adatte a controllare in maniera comunque efficace la ghiandola mammaria.

Le allergie al silicone sono rarissime ed è questa una delle ragioni per le quali viene usato questo materiale nella costruzione delle protesi. Infatti il silicone è presente in moltissimi oggetti con i quali abbiamo  contatto quotidiano, come in cosmetici, farmaci, cibi e persino nell’acqua e  nel latte che beviamo.  A questo proposito è giusto sottolineare che la quantità di silicone presente nel latte prodotto da donne con protesi è simile a quella di coloro che non hanno impianti mammari.

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